poesia

                                                                                                                   la prima serie poetico contemporanea

                                                                                                                       edita in Italia da Moretti&Vitali Editori

                                                                                                      I Tolki, i parlanti

 

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        I°   2011           II°    2012           III°   2014           IV°     2017        V°   nov. 2018 

 

Ta' poesia dello spiraglio e della neve, Moretti&Vitali Editori, 2011 

Il mio nome è Inna, Moretti&vitali Editori, 2012 

Katrin  Saluti dalla casa di nessuno, Moretti&Vitali Editori, 2013 

Dora Pal, la terra Moretti&Vitali Editori, 2017 

Tasàr,animale  sotto la neve - Moretti&Vitali Editori, sett. 2018 

 

 

postfazioni di Alessandra Pigliaru  

postfazione di Daniele Barbieri  

 

 

 

 

I Tolki  2011-2018 | classificati ai Premi 

Selezione Premio Viareggio Repaci, 2011; Premio Gradiva New York, 2013; Premio Europa in Versi, 2013;

Premio Laurentum, 2013;  Premio Internazionale Città di Como 2014; Premio alla Carriera Città di Lugano 2015; Premio Anna Osti, 2017;

Premio Tassoni, 2017; Premio Pontedilegno 2017; Premio Bologna in Lettere 2018; Premio Camaiore, 2019.

 

il Manifesto 2 gennaio 2019

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Cosa vuol direTolki?

" Tolki, è un neologismo, una parola inventata per slittamento sonoro dal verbo inglese to talk. I Tolki sono i parlanti. Esseri marchiati dal linguaggio, come detto in esergo. Sono esseri sacri e miserabili, misteriosi e semplici. Tolki: si legge così come si scrive. E dunque ora esiste una sequel poetica sui Tolki, in cinque libri... ma non conta l'ordine di lettura. Ogni libro va bene come inizio! "(I.T)

Casa dellaCultura, Milano, presentazione Dora Pal, 2017 

Ida Travi | i Tolki

Inna, Zet, Nikka, Sasa, Antòn, Olin, Zet, Attè,  Sunta...

Dora Pal, Katarina, Ur.  E poi Tasàr... e gli altri.  

" ...parlano una lingua ridotta all'osso.

Esseri umani, esseri comuni marchiati dal linguaggio.

Sacri e miserabili, misteriosi e semplici"

da Tà poesia dello spiraglio e della neve, Moretti&Vitali, 2011

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The sequel the Tolki, the talkers, is a sequel in four books published by Moretti&Vitali Editori from 2011

to 2018. 

 

The first sequel of poems published in Italy includes:  

Tà poesia dello spiraglio e della neve, 2011; Il mio nome è Inna 2012;  Katrin saluti dalla casa di nessuno, 2014; Dora Pal, la terra, 2017; Tasàr in september 2018.

 

In this sequel the Tolki - Inna, Usov, Zet, Katrin, Sasa, Sunta, Olin, Dora Pal, Suri, and Van - appear and reappear from one book to another.

dalla  nota d'autrice in esergo a Il mio nome è Inna, 2012

secondo libro della sequenza

“ La poesia che cerca la propria lingua è questo il tema che l’opera di Ida Travi mette in scena facendo agire alcuni personaggi: una vecchia, un uomo, una ragazza e un bambino, alla ricerca ognuno di se stesso e del proprio principio di realtà, in un teatro popolato di presenze oggettuali, paesaggistiche e animali, evocato in ‘una lingua parlata sul nascere’, quella del piccolo mondo dei Tolki, popolo favoloso e immaginario dei ‘parlanti’. Il risultato è un libro dal fascino seducente e ammaliante che ha bisogno di essere attraversato con l’occhio, ma più ancora col cuore, cui la voce presta un incremento eccezionale, indimenticabile.”  dalla alla nota di Giuria  Premio Pontedilegno, presidente Milo De Angelis , 2017

La sequenza poetica 

estratti da alcune note critiche 2011-2018

La poesia ti porta sempre da un'altra parte Alessia Bronico nota introduttiva a Intervista in InKroci  giugno 2019

Alberto Mori ANTROPOLOGOS FESTIVAL su Tasàr animale sotto la neve Cremona 6 aprile 2019

Una rivoluzione di senso 21 marzo 2019, Livorno

la poesia di Ida Travi nota di Maristella Diotaiuti  per evento poesia e musica Le Cicale Operose

" Oltre il vuoto" 19 febbraio 2019 - Tommaso Di Dio in La Balena Bianca

https://www.labalenabianca.com/2019/02/19/idatravi/

"Cinque sono i volumi di cui si compone; cinque raccolte di voci, frammenti, dialoghi, ombre, desideri, preghiere e invocazioni e infine sussurri e minimi scenari di liberazione e pietà, compongono quella che è stata definita la prima saga in versi contemporanea, o meglio un’epica dell’«inquieta persistenza»

 

 

"L'asino di Godard/Bresson" 21 gennaio 2019 - Lorenzo Mari in Consonanze e dissonanze - Carteggi Letterari

https://www.carteggiletterari.it/2019/01/21/consonanze-e-dissonanze-lasino-di-godard-tasar-animale-sotto-la-neve-moretti-vitali-2018-di-ida-travi/

"Tornando al potenziale epilogo tragico che turba la lettura, Tasàr procede, come già il suo predecessore, au hasard, all’interno di un movimento nomadico che coinvolge anche gli altri personaggi del libro e della saga: Sunta, Ur, Fedòr, Antòn, Katrina, Kraus."

 

"Tasàr, animale sotto la neve . Lingue che accolgono  il silenzio" Chiara Zamboni inll Manifesto 2 gennaio 2019

"Paradossale che un animale silenzioso concluda come in una parabola una saga affidata nei testi precedenti al dire, anche se si tratta di un dire smozzicato, ellittico, di parole volutamente semplici, ma che allo stesso tempo raccolgono in sé proprio perciò un’energia attiva. Qui, in quest’ultimo libro, la lingua si arrende al silenzio dell’animale.

Azzurra D'Agostino  12 dicembre 2018

"Questo è un pezzo di una poesia di Ida Travi, del suo ultimo libro, Tasàr, il quinto 

di una (direi unica in Italia) saga poetica che comprende un mondo: dei personaggi 

che sono un popolo, poi un luogo, i villaggi"

 

​​

"L'unicum del mondo di Ida Travi'

Curzia Ferrari in Il giornale di Brescia, 14 dic. 2018

" Tu sai come stanno le cose, Tasàr. Quali cose?"
 

"Tasàr, animale sotto la neve . Lingue che accolgono  il silenzio"

Chiara Zamboni in ll Manifesto

Francesca Matteoni in Nazione Indiana  11 dic. 2018

https://www.nazioneindiana.com/2018/12/11/tasar-animale-sotto-la-neve/

​una vera e propria saga poetica che ha per protagonisti i Tolki, i parlanti (dall’inglese talk), coloro che hanno un corpo di parola. Abitano la terra di Zard, familiare e ignota al tempo stesso; parlano da un vuoto, uno spazio innevato, portando le cose in essere, quasi a dare senso a un mondo disgregato e, soprattutto, al tempo.

altre note:

Giusi Montali per Premiazione Bologna in Lettere, 2018 |testo completo qui: La saga poetica dei Tolki  2017

La saga dei Tolki ...i singoli testi possono essere considerati come quadri, fotogrammi che inscenano i monologhi di Dora Pal e qualche volta i dialoghi di lei con altri personaggi. Fotogrammi che sono estrapolati da una storia che non viene raccontata bensì omessa: oltre a esserci ellissi temporali viene attuata la pratica della reticenza. Sappiamo solo che è avvenuta una non ben precisata catastrofe e che ci troviamo nel dopo, nel post. Non ci viene raccontato nulla di ciò che è successo ma possiamo averne alcuni indizi attraverso le scarne parole ..." 

 

https://boinlettere.wordpress.com/2018/05/25/ida-travi-dora-pal-nota-critica-di-giusi-montali/

Laura Di Corcia in Cultweek 19 settembre 2017

" Tolki sono i parlanti; si tratta – come specifica l’autrice – di un neologismo costruito per slittamento sonoro e di senso dal verbo inglese “to talk”, parlare. ... I Tolki mettono in scena il linguaggio, ovvero l’urto che la vita opera sul singolo e il superamento dello stesso attraverso la parola ."

 Daniele Barbieri In Nazione Indiana ,aprile 2017

"Ma il piccolo mondo dei Tolki, il popolo immaginario cui pure la vecchia Dora appartiene, è già all’origine una creazione letteraria, creata apposta per produrre nel suo lettore un’irriducibile sensazione di spaesamento dentro il consueto, dove lo schema esplicativo rassicurante applicabile dall’etnologo in qualsiasi terra del rimorso non può essere davvero applicato. E il lettore è condannato a rimanere lì, appeso a questa identità che è insieme un’alterità, a questa oscillazione."

 Alessandra Pigliaru in  'Gli occhi di Blimunda' su Il mio nome è Inna (maggio 2012)

La poetica di Ida Travi segna una specie di rinascita, nella contemporaneità, di una forma di  poesia con personaggi. Zet, Nikka, Sasa e la stessa Inna vivono in un casolare rosso, tra porte che sbattono e campi innevati, parlano una lingua ridotta all’osso… Sono esseri umani qui chiamati Tolki, i parlanti. Sacri e miserabili, misteriosi e semplici.   

all'intervista "Le Maestre e i maestri indiretti"  a cura di Paolo Polvani- ottobre 2014 

"(...) I Tolki sono esseri misteriosi, vivono un passato già fuso con un tempo a venire, sono esseri lavoranti o non lavoranti che nello scontro con la poesia assumono su di sé la responsabilità d’una parola dura come una colpa. I Tolki usano la parola come se tenessero in mano un attrezzo per lavorare la terra, o abbattere un muro. Non si sa quale terra, non si sa quale muro. Essere a conoscenza d’un mistero vuol dire entrare in quel mistero. E quel mistero è la nostra parola. La parola è nostra, ci è assegnata, come la cassetta dei chiodi, è uno strumento rudimentale in sé. Per usare bene questa parola in terra ci vuole immaginazione." ( I.T. 2014)

Stefano Raimondi per PULP LIBRI n°100  - 2012

"A fare da collante in questo teatro dell'esistere è Ia lingua, è Ia parola ridotta a linguaggio a segno a soglia d'oltrepassarnento, situata al centro di un'oralità che serve per "dire" l'effetto che produce il suono sul significato, il senso nella vita. Sono parole/frasi che hanno il sapore oracolare delle invocazioni, la comrnozione delle preghiere, Ia forza di chi si ritira nel silenzio di una scelta. Tutto si espone in un battesirno di luce e da questa via la poesia s'incarna, senza inganno, in un reale che si fa carne per adempimento e realtà'.
<<Ho poche parole e m'arrangio con quelle/non voglio far torto a nessunoz'non voglio incantare nessuno/Volevo solo imparare dalla rondine>>."

Luigi Bosco in Poesia 2.0 Per una nuova poetica mitologia contemporanea, luglio 2011

"Una mitologia, questa della Travi, che non proviene dal totalmente altro, che non è il frutto di un intromissione esterna o di un intervento divino, ma è il risultato di un processo endogamico di rigenerazione del già esistente che non rischia mai di diventare una tautologia. Una mitologia che non si fonda su un atto di fede degli uomini verso un profeta, bensì su un patto di fiducia tra esseri accomunati dalla medesima tragicità, poeticamente intesa come «il fatto di dover nascere e morire, di dovere, in questo lasso, inscrivere una storia di cui non siamo a conoscenza, se non alla fine dell’opera».

l'elenco è incompleto, ma aggiorneremo presto

" Figure immaginarie, vanno e vengono da un libro all'altro, però poeticamente, senza cronologia.  Una sequel scende a patti col tempo, richiede una lunga dilatazione nel tempo, non ammette scorciatoie. La sequenza poetica  dei Tolki, cominciata nel 2010 comprende alla data di oggi,  quattro libri tutti editi dallo stesso editore Moretti&Vitali. Il quinto è in uscita a settembre 2018. Il fatto che la sequel sia edita interamente dallo stesso editore non è un fatto secondario, recupera la logica della fedeltà a un progetto."  (marzo 2018) (estratto presentazione alla Casa della Cultura di Milano - presentazione di Dora Pal, 6  giugno  2017 - Con Marina Corona e Laura Di Corcia - audio streaming )
dalla nota in postfazione di Alessandra Pigliaru  in Tasàr, animale sotto la neve V, ottobre 2018

"Est e ovest, come direzioni opposte che si abbracciano in quella relazione originaria. A dire l’amore, di una branda in cui ci si siede al buio, nel bordo di un segreto. Profumato come una rosa che sparge il rosso. Come uno spiraglio, nella neve. Un fazzoletto in testa o al collo di chi trascina la propria personale bandiera. Può essere una richiesta di tregua all’umana tragedia che, se riconosciuta, si ribalta in una straordinaria indulgenza. Bambina e animale."

 

" Chi sono i Tolki? Che relazione intrattengono con noi, con la nostra società? Indubbiamente essi ci sono simili; sembrano provenire, per certi versi, da qualche piega del nostro passato antropologico. Per altri versi tuttavia essi ci sono troppo simili per arrivare così da lontano. Siamo noi, insomma; o quasi-noi. estratto  dalla postfazione a Tasàr, animale sotto la neve di Daniele Barbieri

 

 

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