Ida Travi | Le maestre e i maestri indiretti

Intervista a cura di Paolo Polvani

 

l'intervista è edita in L'aspetto orale della poesia 2 in uscita per Moretti&Vitali Editori

dicembre 2014-gennaio 2015

 

 QUI :  Versante Ripido numero 10 novembre 2014

 

" ...Un maestro indiretto non è il tuo maestro, è quello che insegna nell’altra classe. Il suo insegnamento ti arriva da un altrove. Una maestra indiretta non ti è davanti, ma ogni tanto ti arriva la sua voce. Tu fai letteratura e senti che di là stanno parlando di storia, tu fai storia e senti che di là fanno disegno. Tu fai disegno e senti che di là scoppia la musica. Poi, mentre studi, scopri che vicino a dove sei c’è un cinema all’aperto, lo capisci perché ti arrivano le voci. Tu ascolti e completi la scena con le immagini invisibili suscitate dalle voci: le scrivi! Sei una ragazzina e ti domandi: allora le immagini possono essere scritte? Non lo sai…ma chiudi il libro, e vai al cinema. Entri e scopri che si tratta d’un film di Godard. Guardi il film aspirando la prima sigaretta, e quando esci ti senti diversa, saltelli e saluti in cuor tuo il signor Godard. Buongiorno signor Godard! Ti sembra di conoscerlo, sì, lo saluti come se fosse un tuo maestro, uno di quelli indiretti. Il bello d’un maestro indiretto è che non sa di esserlo e non ti giudica. A casa tornando ai libri, ti ricordi le parole pronunciate dalle immagini. Sono immagini, certo, ma all’improvviso hai la certezza che un giorno anche tu avrai le tue immagini… e le scriverai. Però più piccole, molto più piccole..."

 Ida Travi | Estratto dall'intervista in Versante Ripido 1° novembre 2014